Esportare vino negli USA: certificati, disposizioni e informazioni

Esportare vino negli USA: certificati, disposizioni e informazioni

 

Sapere come esportare vino negli USA è fondamentale per i produttori che vogliono aumentare il proprio giro d’affari.

 

Gli Stati Uniti, infatti, sono il paese con il maggior consumo di vino al mondo per un giro d’affari dal valore di 62,7 miliardi di dollari.

 

L’importazione da altri Paesi genera un fatturato di circa 20,9 miliardi all’anno con l’Italia che compare tra i primi esportatori verso gli USA.

 

Italian Wine Lover, grazie alle sue 3000 etichette e 500 cantine, è un punto di riferimento per i grossisti di vini italiani che vogliono importare negli USA.

Distributori, buyer, ristoratori e commercianti di vino possono acquistare i migliori vini italiani in pochi e semplici click.

 

Il tutto con la garanzia di spedizioni puntuali e pagamenti sicuri, senza dimenticare le offerte e promozioni che contraddistinguono il più grande vino shop online.

 

Il grande successo dei vini italiani all’Estero è un’occasione immensa per tutti i professionisti dell’import-export professionale.

 

Uno dei segreti per essere sempre riforniti e per aumentare il proprio export verso gli USA è comprare vino online.

Esportare vino negli USA: trasporto e passaggi doganali

Esportare vino negli USA è un business molto proficuo, ma ci sono alcuni aspetti da conoscere prima di intraprendere questa attività.

 

Il primo aspetto pratico da affrontare è quello relativo al trasporto del vino che parte dall’Italia per arrivare direttamente negli USA.

 

Per questo delicato passaggio è consigliato rivolgersi a un sito di Export vini come Italian Wine Lover.

 

Per vendere vino online negli Stati Uniti è importante seguire alcune regole che riguardano il trasporto e i passaggi doganali.

 

La prima regola da osservare è presentare regolare Fattura Export (in lingua inglese o con traduzione a fronte) non imponibile, in fede all’articolo n. 8 del DPR n. 633 72, comma a, b o c in base al tipo di consegna.

 

La fattura deve contenere questi dati:

  • nazione di origine e località di ingresso negli USA;
  • dati identificativi di venditore e acquirente;
  • descrizione dei beni,
  • quantità, espressa in pesi e misure.

 

Le autorità doganali, nel caso di inadempienze di questi obblighi, sono costretti a effettuare ulteriori controlli e indagini.

 

In questo caso la spedizione subisce tendenzialmente dei ritardi di consegna ed eventuali addebiti sulle spese di spedizione.

Esportatori di vino in America: documenti e certificazioni

Per esportare vino negli Usa è necessario produrre documenti e certificazioni necessarie a evitare ritardi nelle spedizioni e addebiti di ulteriori spese.

 

I vini che non hanno bisogno di certificazioni sono quelli con uve naturali che contengono tra lo 0,5 e il 22% di alcol per volume.

 

Tutti gli altri hanno bisogno di una speciale certificazione consultabile sul sito dell’International Trade Division (ITD) del Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau (TTB).

 

Questa speciale certificazione è composta da una dichiarazione dell’autorità del Paese di produzione, completa dei risultati di laboratorio del vino.

 

L’etichettatura e la retro etichettatura devono essere conformi agli standard USA e con tutte le informazioni in lingua.

 

Dal 2006, inoltre, non è più obbligatoria la presenza del marchio INE sulle etichette dei vini destinati al mercato nord americano.

 

Un altro step necessario è affidarsi a un Wine Export Manager in possesso di tutte le autorizzazioni per il commercio di alcolici e dei permessi necessari all’importazione negli USA.

 

L’ultimo passaggio obbligatorio per spedire vino negli USA è la registrazione al BioTerrorism Act presso il sito della Food and Drugs Administrations.

Spedire vino negli USA: campioni e bottiglie omaggio

Le leggi doganali degli USA permettono di inviare campioni di bevande alcoliche per la partecipazione a fiere o eventi tematici.

 

L’accortezza che il produttore deve seguire è di premunirsi del “COLA Waiver”.

 

Questo permette di inviare una lettera al TTB (Alcohol Taxation & Trade Bureau) contenente le seguenti informazioni:

  • quantità del campionario;
  • tipologia del prodotto;
  • nome dell’evento;
  • numero della licenza di importazione alcolici dell’operatore americano destinatario della spedizione.

 

Anche in questo caso è obbligatoria la registrazione FDA contro il bioterrorismo.

L’etichettatura, inoltre, deve riportare le seguenti diciture:

  • “Government Warning” apposta sulla bottiglia;
  • “Samples For Tasting Only – Not For Sale”;
  • “Contains Sulfites”, nel caso in cui li contenga.

Vini italiani: i preferiti dagli americani

Vendere vino online per il mercato americano necessita di diverse certificazioni, ma permette di sfruttare un mercato in piena espansione e in trend positivo.

 

Negli Stati Uniti, come nel resto del mondo, continua a crescere il successo del Made in Italy sia per quanto riguarda i vini, ma non solo.

 

Tra i prodotti più richiesti in assoluto c’è attualmente il Prosecco che fa da traino anche per tutti gli altri produttori di spumanti e bollicine in generale.

 

Si registra, inoltre, una grande richiesta di vini biologici senza la presenza di solfiti chimici.

 

Un prodotto che, nei prossimi anni, è destinato a crescere ancora esponenzialmente.

 

 
Marco Amato
Marco Amato

I have been with Bell Italia since 2017, today I am the Marketing Manager. I bring with me almost twenty years of experience as a commercial in the food and non-food sectors and a great passion for Made in Italy.

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