Export Vino Cina: tutto quello che occorre sapere

L’export vino Cina è un settore in grande espansione che, nel corso dei prossimi anni, può solo crescere e rappresentare un grande business per tutti i produttori di vino italiano.

Per capire le potenzialità dell’Export Vini verso la Cina, basta pensare che dal 2013 è il paese con il maggior consumo di vino al mondo.

 

Dal 2017 il business dell’export di vino italiano verso la Cina fa registrare un continuo aumento del valore d’affari.

Solo in quell’anno l’OIV, l’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino, ha riscontrato un aumento di vendite di vino italiano del 17% rispetto all’anno prima. 

 

La Cina, in questo periodo storico, rappresenta il quinto paese importatore di vino al mondo per volume, il quarto se si tiene conto del valore economico.

L’aumento del consumo di vino si deve soprattutto alla fiorente situazione economica di questo paese che, non a casa, resta una delle maggiori potenze economiche a livello mondiale.

 

Per questo motivo un numero sempre più alto di produttori di vini italiani si affidano a piattaforme come Italian Wine Lover per esportare i propri prodotti direttamente in Cina e non solo.

Italian Wine Lover, grazie a 3000 etichette di 500 cantine differenti, permette ai grossisti di vini italiani di acquistare i migliori vini italiani per le proprie attività commerciali con tutti i vantaggi di un e-commerce.

 

Mercato del vino in Cina

L’export vino Cina rappresenta una grande opportunità di guadagno per i produttori di vini italiani che vogliono aumentare il proprio giro d’affari e bacino d’utenza.

Una delle prime cose da fare è rivolgersi a un vino shop online per grossisti come Italian Wine Lover per aumentare la visibilità dei propri prodotti.

 

L’export vini italiani in Cina è in netto aumento anche se, al momento, ai primi posti di vino importato ci sono paesi come la Francia e l’Australia.

Il commercio vino in Cina è legato a quello per tutto ciò che rappresenta il Made in Italy ed è un fenomeno che coinvolge maggiormente le grandi metropoli cinesi rispetto ai piccoli centri abitati.

 

Il vino in Cina è ormai un vero e proprio status quo sinonimo di benessere, eleganza e innovazione. Nel paese, oltre al mercato dell’importazione, è in grande crescita anche la produzione di vino locale come dimostrano le 1,86 miliardi di etichette stappate nel 2017.

 

Il mercato del vino italiano in Cina, come detto, si rivolge quindi a una clientela di giovani grossisti che cercano direttamente su internet informazioni e modi per comprare vino online.

 

Vino italiano in Cina: qual è quello preferito dalla popolazione

L’Export vino Cina è in continua crescita, ma quali sono i vini italiani che i cinesi preferiscono e consumano maggiormente? 

Al primo posto delle esportazioni di vino italiano in Cina ci sono i vini rossi per un motivo ben preciso.

 

I cinesi, infatti, non amano particolarmente le bevande fredde e per questo motivo preferiscono i vini rossi che si consumano a temperatura ambiente.

La cucina cinese, inoltre, ha molte portate tipiche a base di carne di maiale e anatra che si sposano alla perfezione con i vini rossi italiani.

 

Tra le varietà che hanno maggiore successo sul mercato asiatico e cinese ci sono alcuni grandi classici come il Barolo, il Brunello di Montalcino e l’Amarone della Valpolicella.

Quello che stupisce del mercato cinese, a differenza di quando si vuole esportare vino negli USA, è la grande attenzione che c’è al prezzo del vino.

 

Il valore medio di una bottiglia di vino italiano venduto sul mercato cinese è infatti di circa 13 euro, un dato importante se si sta pensando di vendere vino in Cina.

 

Export Vino Cina: regole e normative da seguire

Per esportare in Cina vino è necessario diverse regole e normative per non incorrere in spiacevoli sorprese.

Il consiglio è quello di rivolgersi a un Export Wine Manager che si fa carico di ogni passaggio burocratico ed è esperto sul come vendere vino in Cina.

 

La prima accortezza su come esportare vino in Cina riguarda l’etichettatura.

Oltre a quella originale, infatti, deve esserci una posteriore in caratteri cinesi che viene normalmente preparata dall’importatore.

 

Questa deve avere le seguenti caratteristiche:

  • altezza non inferiore ai 10 cm;
  • larghezza inferiore ai 7 cm;
  • dimensione dei caratteri cinesi inferiore ai 2 mm;
  • le diciture peso netto e nome del vino non inferiori ai 4 mm;
  • presenza del codice a barre.

 

All’interno dell’etichetta devono essere presenti diverse indicazioni sull’origine (regione e paese), sul tipo di vino (secco, amabile o altro), sulla materia prima (anno dell’uva) e sul distributore (indirizzo e nome). 

 

Da specificare anche il nome del vino sia in italiani che in cinese, la data di scadenza, la data di imbottigliamento, le condizioni di conservazione e il peso netto.

 

Per quanto riguarda i documenti per esportare vino in Cina bisogna fornire gli originali della lista di carico, della fattura proforma, del certificato sanitario e dell’etichetta frontale e posteriore.  

Servono inoltre le traduzioni in cinese dell’etichetta frontale, della licenza di produzione, del certificato sanitario del produttore e del processo di produzione del vino.

 

Il processo di controllo da parte delle autorità cinesi per poter vendere vino online può durare anche fino a una settimana.

Una delle ultime novità per l’export vino italiano in Cina è la registrazione obbligatoria dell’esportatore di prodotti agroalimentari presso l’AQSIQ, l’autorità cinese per la qualità.

 

 
Marco Amato
Marco Amato

I have been with Bell Italia since 2017, today I am the Marketing Manager. I bring with me almost twenty years of experience as a commercial in the food and non-food sectors and a great passion for Made in Italy.

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